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Bushmeat ed Ebola: Capire lo spillover zoonotico in Africa centrale

La maggior parte dei focolai di Ebola inizia con un singolo contatto umano con un animale infetto — lo spillover zoonotico. Questo articolo esamina il ruolo della caccia al bushmeat, i pipistrelli della frutta come serbatoi e perché gli eventi di spillover continuano a verificarsi.

By EbolaMap Editorial ·
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L’interfaccia animale-umano

Ebola non sorge spontaneamente nelle popolazioni umane. Ogni epidemia inizia con un evento di spillover — una trasmissione del virus da un ospite animale a un essere umano.

Il consenso scientifico è che:

  1. Il virus Ebola persiste in serbatoi animali in Africa centrale e occidentale tra le epidemie umane
  2. Gli esseri umani vengono infettati attraverso il contatto diretto con animali infetti o i loro fluidi corporei
  3. Una volta che un umano è infettato, può seguire la trasmissione da persona a persona

Pipistrelli della frutta: Il probabile serbatoio

Nonostante decenni di ricerca, nessuna specie animale è stata definitivamente confermata come serbatoio naturale del virus Ebola. Tuttavia, il consenso scientifico implica fortemente i pipistrelli della frutta della famiglia Pteropodidae — in particolare tre specie:

  • Hypsignathus monstrosus (Pipistrello con testa di martello)
  • Epomops franqueti (Pipistrello spallina di Franquet)
  • Myonycteris torquata (Piccolo pipistrello dal collare)

Prove per i serbatoi di pipistrelli:

  • RNA e anticorpi di Ebola sono stati rilevati in popolazioni di pipistrelli della frutta in più paesi (RDC, Gabon, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Guinea)

Il caso indice dell’epidemia del 2014 — un bambino di 2 anni nel villaggio di Méliandou, Guinea — è stato indagato retrospettivamente. I ricercatori hanno trovato prove che il bambino probabilmente giocava vicino a un albero cavo che ospitava una colonia di pipistrelli.

Bushmeat: Caccia, manipolazione e consumo

Il bushmeat si riferisce alla selvaggina cacciata nelle foreste — una fonte proteica critica per milioni di persone in Africa centrale e occidentale.

Primati non umani

Scimpanzé e gorilla sono altamente suscettibili all’Ebola e hanno subito enormi perdite di popolazione. Diversi focolai sono stati direttamente collegati alla caccia o alla manipolazione di carcasse di primati infetti:

  • Gabon 1994: Cacciatori che manipolavano carcasse di gorilla e scimpanzé
  • Costa d’Avorio 1994: Etologo che eseguiva l’autopsia di scimpanzé morti dal Parco Nazionale di Taï
  • Gabon 1996: Cercatori d’oro che avevano mangiato uno scimpanzé morto

Cefalofi (antilopi forestali)

Diverse specie di piccole antilopi forestali hanno testato positivo per gli anticorpi Ebola. Sono comunemente cacciate e costituiscono una fonte primaria di bushmeat.

Il legame con la deforestazione

Ci sono prove crescenti che la deforestazione e la frammentazione forestale aumentano il rischio di spillover:

  1. Aumentando il contatto umano-fauna selvatica: Man mano che le foreste vengono disboscate, umani e fauna selvatica condividono spazi più piccoli
  2. Spostando le specie serbatoio: La frammentazione forestale spinge le colonie di pipistrelli verso gli insediamenti umani
  3. Attirando i cacciatori più in profondità nelle foreste: I cacciatori penetrano più in profondità nelle foreste primarie dove vivono gli animali serbatoio

Modelli stagionali

Gli studi hanno trovato che lo spillover si concentra nei mesi della stagione secca (circa dicembre–marzo in Africa centrale), quando la diminuzione della disponibilità di frutta concentra pipistrelli e primati negli alberi da frutto rimanenti.

Prevenzione all’interfaccia animale-umano

  • Non maneggiare carcasse di animali morti trovati nella foresta — segnalarli alle autorità sanitarie
  • Non mangiare primati (scimpanzé, gorilla, scimmie)
  • Quando si cacciano altri bushmeat, usare guanti quando si maneggia carne cruda
  • Non entrare nei rifugi di pipistrelli (grotte, alberi cavi, pozzi minerari) senza protezione

Gli spillover continueranno?

Finché il virus Ebola persiste nei serbatoi animali e le popolazioni umane vivono in prossimità di tali serbatoi, gli eventi di spillover continueranno a verificarsi. Ridurre la frequenza degli spillover richiede di affrontare le condizioni ecologiche, economiche e sociali che favoriscono il contatto umano-fauna selvatica.